Si tratta di piccoli pomodori dalla polpa compatta e dalla buccia consistente. Vengono seminati in primavera dai contadini campani nelle aride terre del Vesuvio e maturano durante l'estate. Prodotto tipico del Parco Nazionale del Vesuvio, è anche conosciuto come pomodorino "col pizzo" per l'estremità a punta che ne caratterizza la forma a ciliegia. Su piccoli terreni tra i 150 e i 450 metri sul livello del mare, in assenza di irrigazione, il Pomodorino Vesuviano trae i massimi benefici dal terreno vulcanico e da un sole decisamente generoso.
Il termine "piennolo" deriverebbe da "piénnolo" (pendolo) per l'usanza di appenderlo alle pareti o al soffitto, raggruppato in grappoli legati insieme e disposti su un filo di canapa. Questo sistema di conservazione, assolutamente naturale, ne consente l'utilizzo durante tutto l'anno ed il risultato è una "pummarola" dal sapore unico, straordinariamente delicato e dolce.
Il suo colore vivace è riconducibile al vulcano. Secondo gli anziani le radici dei pomodorini si nutrono della lava stessa del Vesuvio e da questo "nutrimento" deriverebbe l'inconfodibile colore. Gli agricoltori, con cure premurose, sono impegnati a mantenere intatte le tecniche tradizionali di coltivazione. Con l'ausilio di sostegni (paletti di legno e filo di ferro), si evita che le bacche tocchino terra e i frutti, ricevendo i raggi solari uniformemente, possano colorarsi in maniera adeguata.
Il sapore dolce-acidulo, delizioso ed inconfondibile, è dovuto alla particolare concentrazione di zuccheri e sali minerali. Abbiamo deciso di utilizzare questo meraviglioso pomodorino per i nostri sughi ed alcune nostre pizze proprio per le sue caratteristiche, sia biologiche che gastronomiche. L'abbinamento ai piatti di portata consente di preservare il sapore delle materie prime utilizzate, non coprendo le pietanze con un sapore acidulo dominante tipico dei pomodori tradizionali.

